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	<title>Valgrue az. agr. &#187; a ruota libera</title>
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	<description>Az. Agr. di Daffonchio Gian Piero - azienda agricola viguzzolo pesca di volpedo dop ciliegia di garbagna igp mele val grue valgrue val curone consorzio tutela cooperativa volpedofrutta antico mercato di volpedo</description>
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		<title>Visita dei bambini delle elementari all’azienda agricola ^_^</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 18:05:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[dai&#8230; si fa per scherzare, adoriamo i bambini!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="Visita all'az. agr." src="http://a1.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash4/263543_128382877243249_121057171309153_234150_3985888_n.jpg" alt="" width="500" height="710" /></p>
<p>dai&#8230; si fa per scherzare, adoriamo i bambini!</p>
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		<title>la pallina di gomma</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Oct 2010 11:35:49 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora una parola sull&#8217;effetto che ha avuto la GDO sui gusti dei consumatori. Ora si sono abituati e mangiano, anzi vogliono frutta NON matura. Spesso la massaia arriva, rimescola con grande sapienza la merce come fosse cemento, e dopo questa attività (ripetuta per ogni cliente, quindi decine di volte) sceglie unicamente i frutti sopravvissuti che non hanno subito la più piccola ammaccatura. Specie in Romagna e nel Cuneese i frutticoltori sono già avvezzi a raccogliere frutta lontana dal punto di maturazione poichè deve affrontare lunghi viaggi per l&#8217;export, ed hanno adottato questo sistema anche per fornire la GDO. Solo che quando ci si allontana troppo dal punto di maturazione ottimale della frutta sulla pianta, un po&#8217; per imperizia del raccoglitore, un po&#8217; per espressa richiesta, questa non matura mai più! La nettarina Big Top (che già ha una discreta shelf-life e se raccolta giusta è buonissima e succosa) diventa una pallina di gomma che la sbatti per terra e rimbalza, ed il consumatore si disaffeziona! Che circolo vizioso! Per fortuna almeno noi qui, con la Pesca di Volpedo, ci manteniamo il più vicino possibile alla tradizione della pesca raccolta sulla pianta già pronta ed ottima da mangiare. Se la volete è così, magari con qualche piccola ammaccatura, ma deliziosa.</p>
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		<title>u gh&#8217;era &#8216;na voelta a vicsoe..</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Oct 2010 11:32:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[.. i carèt ad persigh.. Il contadino portava i suoi prodotti al mercato ortofrutticolo locale. I molti commercianti della zona cercavano  di accaparrarsi  le migliori partite, caricavano il camion ed infine distribuivano a bottegai o mercati rionali la frutta. Stop, quella era la filiera. L&#8217;avvento della Grande Distribuzione Organizzata e delle Cooperative ha portato col [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>.. i carèt ad persigh..<br />
Il contadino portava i suoi prodotti al mercato ortofrutticolo locale. I molti commercianti della zona cercavano  di accaparrarsi  le migliori partite, caricavano il camion ed infine distribuivano a bottegai o mercati rionali la frutta. Stop, quella era la filiera.<br />
<a href="http://www.valgrue.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/10/sagra-delle-pesche-1967.jpg#utm_source=feed&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=feed"><img class="alignleft size-medium wp-image-239" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px; margin-left: 15px; margin-right: 15px;" title="sagra delle pesche 1967" src="http://www.valgrue.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/10/sagra-delle-pesche-1967-300x223.jpg" alt="" width="300" height="223" /></a></p>
<p>L&#8217;avvento della Grande Distribuzione Organizzata e delle Cooperative ha portato col tempo la figura del commerciante ad avere un ruolo sempre più marginale. Pian piano abbiamo perso questo importante tessuto imprenditoriale locale, al pari dei bottegai. Non è da sottovalutare nell&#8217;opinione pubblica la &#8220;criminalizzazione&#8221; dei commercianti operata anche da parte di Coldiretti e compagnia bella. Ora la soluzione che danno sono i mercatini campagna amica ( <a href="http://www.campagnamica.it/">www.campagnamica.it</a> )!  Una risposta ancora insoddisfacente, una goccia nel mare, a mio parere un buon veicolo pubblicitario sia per l&#8217;agricoltore che per la coldiretti ma niente di più.</p>
<p>Così come la tanto decantata &#8220;filiera corta&#8221;, i km zero, dal punto di vista del contadino possono essere un discorso valido al massimo come integrazione del reddito. Sti 1000 quintali di pesche (tutti di altissima qualità) li vado a vendere nei mercatini od aspetto il cittadino che magari si fa 50 km per venirmi a trovare in azienda?</p>
<p>La filiera &#8220;leggermente&#8221; più lunga, prevede ad esempio che il contadino conferisca alla cooperativa. Poni a 80 centesimi. La cooperativa ha costi di gestione notevoli. Rivende a 1.50 euro almeno. Chi si approvvigiona dalla cooperativa (commercianti, ipermercati, negozi, piattaforme distribuive, ecc) rincara la dose e spesso non è l&#8217;ultimo anello della catena. Soluzioni? Una potrebbe essere il rapporto diretto fra agricoltore-produttore e ipermercato locale, ma questi ultimi impongono sempre prezzo e contratti vincolanti. Oppure iniziative innovative (almeno per l&#8217;italia) quali  &#8221;agrifrutta da te&#8221; (<a href="http://www.agrifrutta.it/">www.agrifrutta.it</a>). Sono già operanti in tutta italia produttori riuniti in consorzio o organizzazione di produttori (OP) dove non sei solo un numero come in cooperativa, ma il discorso per molti versi è simile.</p>
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		<title>I giovani e la campagna</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 11:21:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ho letto questo articolo: darsi all&#8217;agricoltura. Beh tutto molto bello ma io sono un CRITICONE e ho visto personalmente delle situazioni leggermente diverse e mi son fatto un&#8217;idea. Nei tempi passati è vero, l&#8217;agricoltura riceveva finanziamenti a pioggia. Ad esempio ho visto gente che si è ristrutturata il portico scalcinato ereditato dal nonno e si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto questo articolo: <a href="http://www.voglioviverecosi.com/index.php?vivere-a-contatto-con-la-natura_113/darsi-all-agricoltura-una-nuova-vita-nella-natura_114/" target="_blank">darsi all&#8217;agricoltura</a>. Beh tutto molto bello ma io sono un CRITICONE e ho visto personalmente delle situazioni leggermente diverse e mi son fatto un&#8217;idea. Nei tempi passati è vero, l&#8217;agricoltura riceveva finanziamenti a pioggia. Ad esempio ho visto gente che si è ristrutturata il portico scalcinato ereditato dal nonno e si è fatta una villa, reintegrando una buona parte delle spese sostenute con finanziamenti a fondo perduto. Bastava dire che aprivi un agriturismo. Ora il rubinetto si è un po&#8217; chiuso, e da quel che ne so, a parte iniziative di interesse limitatissimo, i fondi europei vanno interamente a finire per: 1) investimenti in zone svantaggiate, tipo alta collina e montagna &#8211;  2) primo insediamento in agricoltura.</p>
<p>Nel secondo caso va bene, ci sono ragazzi, figli di agricoltori che ben conoscendo la vita di sacrifici che han fatto i genitori tendono a fuggire dalla campagna. Si perderebbe così una figura in sostanza già inserita nel contesto.  Questi secondo me vanno incentivati. Talvolta però mi pare che sti soldi arrivano un po&#8217; troppo facilmente in mano a giovani (o loro &#8220;sponsor&#8221;) che con l&#8217;agricoltura non c&#8217;azzeccano un gran che. Così, ecco i giovani che tramutano il loro status da &#8220;disoccupato&#8221; a &#8220;imprenditore agricolo&#8221;. Un disoccupato in meno, questo è piazzato: forse meglio dargli 40 mila euro subito che averlo d&#8217;intralcio come giovane in  cerca di prima occupazione. Così si può anche parlare di &#8220;iniezione di vitalità&#8221;, &#8220;fermento del settore&#8221;, &#8220;rivalutazione del territorio&#8221;.</p>
<p>Oppure: giovani che già lavorano. Hanno la loro occupazione prevalentemente presso la pubblica amministrazione, un  lavoro già ce l&#8217;hanno! Ti metti a fare l&#8217;imprenditore agricolo??? Sarà mica per sfruttare la leggerezza del PSR e prendere i soldi &#8220;premio per primo insediamento&#8221;?</p>
<p>Queste due categorie succitate è probabile che non riconoscano un vitello da una mucca o una nettarina da una pesca (non hanno competenze professionali, e non possono acquisirle se non con anni di esperienza), e temo che NON SI SPORCHERANNO MAI LE MANI. Non lavoreranno mai&#8230;</p>
<p>Questi fondi in un certo modo alla fine vengono distolti da aziende agricole &#8220;vere&#8221;,  che combattono tutti i giorni per rimanere a galla in un settore dove la crisi c&#8217;è, ed è una crisi dovuta a PREZZI troppo bassi per i nostri prodotti.</p>
<p>Ovviamente, ci sono poi i casi di giovani che intendono LAVORARE in agricoltura, e che piuttosto ci lavorerebbero anche senza incentivi. Con PASSIONE. Con sudore, con COMPETENZA, con investimenti, con grandi arrabbiature e qualche soddisfazione.</p>
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