I giovani e la campagna

Ho letto questo articolo: darsi all’agricoltura. Beh tutto molto bello ma io sono un CRITICONE e ho visto personalmente delle situazioni leggermente diverse e mi son fatto un’idea. Nei tempi passati è vero, l’agricoltura riceveva finanziamenti a pioggia. Ad esempio ho visto gente che si è ristrutturata il portico scalcinato ereditato dal nonno e si è fatta una villa, reintegrando una buona parte delle spese sostenute con finanziamenti a fondo perduto. Bastava dire che aprivi un agriturismo. Ora il rubinetto si è un po’ chiuso, e da quel che ne so, a parte iniziative di interesse limitatissimo, i fondi europei vanno interamente a finire per: 1) investimenti in zone svantaggiate, tipo alta collina e montagna –  2) primo insediamento in agricoltura.

Nel secondo caso va bene, ci sono ragazzi, figli di agricoltori che ben conoscendo la vita di sacrifici che han fatto i genitori tendono a fuggire dalla campagna. Si perderebbe così una figura in sostanza già inserita nel contesto.  Questi secondo me vanno incentivati. Talvolta però mi pare che sti soldi arrivano un po’ troppo facilmente in mano a giovani (o loro “sponsor”) che con l’agricoltura non c’azzeccano un gran che. Così, ecco i giovani che tramutano il loro status da “disoccupato” a “imprenditore agricolo”. Un disoccupato in meno, questo è piazzato: forse meglio dargli 40 mila euro subito che averlo d’intralcio come giovane in  cerca di prima occupazione. Così si può anche parlare di “iniezione di vitalità”, “fermento del settore”, “rivalutazione del territorio”.

Oppure: giovani che già lavorano. Hanno la loro occupazione prevalentemente presso la pubblica amministrazione, un  lavoro già ce l’hanno! Ti metti a fare l’imprenditore agricolo??? Sarà mica per sfruttare la leggerezza del PSR e prendere i soldi “premio per primo insediamento”?

Queste due categorie succitate è probabile che non riconoscano un vitello da una mucca o una nettarina da una pesca (non hanno competenze professionali, e non possono acquisirle se non con anni di esperienza), e temo che NON SI SPORCHERANNO MAI LE MANI. Non lavoreranno mai…

Questi fondi in un certo modo alla fine vengono distolti da aziende agricole “vere”,  che combattono tutti i giorni per rimanere a galla in un settore dove la crisi c’è, ed è una crisi dovuta a PREZZI troppo bassi per i nostri prodotti.

Ovviamente, ci sono poi i casi di giovani che intendono LAVORARE in agricoltura, e che piuttosto ci lavorerebbero anche senza incentivi. Con PASSIONE. Con sudore, con COMPETENZA, con investimenti, con grandi arrabbiature e qualche soddisfazione.

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