Il ritorno della natura

Vivo in campagna da sempre, ed almeno nella mia zona ho notato che dagli anni 70-80 ad oggi son cambiate alcune cose. Se da un lato intere zone sono state “cementificate” per far posto a complessi residenziali e commerciali ed il traffico sulle strade principali è aumentato esponenzialmente, dall’altro alcuni fattori hanno permesso alla natura di riprendere posizioni che erano state perse.
Ad esempio, le rondini. Erano sparite. Forse la diminuzione di stalle, forse problemi sulle rotte di migrazione, chissà. Da qualche anno ogni primavera tornano. E solo nel mio capannone ne ospito 4 o 5 famiglie e ci rallegrano con il loro cinguettio. Anatre selvatiche, germani reali, aironi, lontre. Vicino al torrente ne vedo tutti i giorni. Quaglie e lepri. Specialmente fagiani, tantissimi. E che dire di falchetti e poiane? Questi uccelli rapaci sono tornati ed è meraviglioso vederli volteggiare, quando li incontri  puoi immaginare di essere nelle zone più impervie di montagna.

per la salute dei nostri figli

per la salute dei nostri figli

Credo che in buona parte la riconquista di queste posizioni da parte della fauna locale sia dovuta all’eliminazione di diverse categorie di fitofarmaci. Per diversi anni le grandi industrie chimiche hanno messo in commercio, sostenute da tutta una rete di promozione e vendita, sostanze molto efficaci sotto il profilo della lotta a malattie crittogame e ad insetti dannosi. Efficaci ma estremamente pericolose per la salute dell’uomo, degli animali e dell’equilibrio naturale. Da alcuni anni, almeno nella comunità europea, questi principi attivi sono stati revocati (meglio tardi che mai… gli interessi delle grandi multinazionali passano sopra anche alla nostra salute!), e pure gli operatori agricoli lavorano con maggior consapevolezza e responsabilità.


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