u gh’era ‘na voelta a vicsoe..
.. i carèt ad persigh..
Il contadino portava i suoi prodotti al mercato ortofrutticolo locale. I molti commercianti della zona cercavano di accaparrarsi le migliori partite, caricavano il camion ed infine distribuivano a bottegai o mercati rionali la frutta. Stop, quella era la filiera.

L’avvento della Grande Distribuzione Organizzata e delle Cooperative ha portato col tempo la figura del commerciante ad avere un ruolo sempre più marginale. Pian piano abbiamo perso questo importante tessuto imprenditoriale locale, al pari dei bottegai. Non è da sottovalutare nell’opinione pubblica la “criminalizzazione” dei commercianti operata anche da parte di Coldiretti e compagnia bella. Ora la soluzione che danno sono i mercatini campagna amica ( www.campagnamica.it )! Una risposta ancora insoddisfacente, una goccia nel mare, a mio parere un buon veicolo pubblicitario sia per l’agricoltore che per la coldiretti ma niente di più.
Così come la tanto decantata “filiera corta”, i km zero, dal punto di vista del contadino possono essere un discorso valido al massimo come integrazione del reddito. Sti 1000 quintali di pesche (tutti di altissima qualità) li vado a vendere nei mercatini od aspetto il cittadino che magari si fa 50 km per venirmi a trovare in azienda?
La filiera “leggermente” più lunga, prevede ad esempio che il contadino conferisca alla cooperativa. Poni a 80 centesimi. La cooperativa ha costi di gestione notevoli. Rivende a 1.50 euro almeno. Chi si approvvigiona dalla cooperativa (commercianti, ipermercati, negozi, piattaforme distribuive, ecc) rincara la dose e spesso non è l’ultimo anello della catena. Soluzioni? Una potrebbe essere il rapporto diretto fra agricoltore-produttore e ipermercato locale, ma questi ultimi impongono sempre prezzo e contratti vincolanti. Oppure iniziative innovative (almeno per l’italia) quali ”agrifrutta da te” (www.agrifrutta.it). Sono già operanti in tutta italia produttori riuniti in consorzio o organizzazione di produttori (OP) dove non sei solo un numero come in cooperativa, ma il discorso per molti versi è simile.

Buonasera,
complimenti per il sito e per le foto ma soppratutto per questa,”sagra delle pesche 1967″ è bellissima!!! me la sono già stampata.
Purtroppo ho riconosciuto solo Pierino Acerbi, Aranata Francesco e Giulio naturalmente!
Ne possiede altre? Mi farebbe piacere vederle.
Cordiali saluti.
g. lunassi